In quanto alimento base, il pane e il grano erano spesso usati per retribuire prestazioni di lavoro.
Era un bene prezioso oggetto privilegiato di scambio sociale non solo fra individui e tra famiglie, ma anche in occasioni, festive o di ricorrenza religiosa fra individui, gruppi e collettivita'.
E' il bene piu' di altri adatto a rappresentare i vincoli di solidarieta', l'offerta del pane appena sfornato a chi si presentasse in casa era simbolo di cortesia e ospitalita'
L'importanza del pane nell'alimentazione dei sardi, e' dovuta ai suoli , adatti alla coltivazione del grano duro in pianura e dell'orzo in montagna, e anche alla forma di organizzazione .l'uomo lavorava in campagna e la donna nel paese.
Al contadino e al pastore, lontani dalla casa e dal paese, doveva essere garantita la sussistenza e l'autonomia alimentare.
A questo compito rispondeva perfettamente il pane, perche' durevole nel tempo, seppure variamente.
Se le esigenze alimentari del contadino, che tornava a casa almeno ogni sette giorni, potevano essere soddisfatte con la panificazione settimanale del civraxu o delle spianate morbide, le esigenze del pastore transumante delle montagne potevano essere soddisfatte solo con un pane a piu' lunga conservazione, come il carasau e il pistoccu, di grano o di orzo, pane biscottato che durava diversi mesi.

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Cottura del pane, Tratalias, 1914-15 (foto Vittorio Alinari)

 

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Lavorazione della farina, Laconi, anni Trenta (foto Alfredo Ferri)